Chiediamo l’abolizione della marca da bollo

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Sito per la richiesta dell'abolizione della marca da bolloRitengo che la marca da bollo o imposta di bollo sia una vera gabella dello Stato anacronistica, odiosa, fastidiosa e che oltre all’esborso di denaro comporta complicazioni e lungaggini nei rapporti con la pubblica amministrazione.

Da questa considerazione nasce nomarcadabollo.it, sito che ha come scopo la divulgazione di questa protesta contro la marca da bollo e la raccolta di adesioni affinchè sia portata a conoscenza dell’opinione pubblica e dei politici la necessità di provvedere al più presto alla cancellazione dell’imposta di bollo.

In pratica la marca da bollo è una tassa sugli atti scritti su carta . O come più pomposamente recita il decreto del Presidente della Repubblica 642 del 26-10-1972 è una imposta applicata alla produzione, richiesta o presentazione di determinati documenti.

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In Toscana e solo in Toscana il ricorso al Co.Re.Com è con marca da bollo

il corecom vuole la marca da bollo

Corecom Toscana fa pagare il bollo da 16 euro per i ricorsi

Per fare ricorso al Corecom Toscana bisogna pagare una marca da bollo da 16 euro. La denuncia arriva da Federconsumatori e Adusbef: “Dal 24 marzo scorso chi vuole fare ricorso al Corecom Toscano contro gli atteggiamenti scorretti degli operatori telefonici deve pagare un balzello“.

Il Co.re.com (Comitato regionale per le comunicazioni) operano come organi funzionali dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCom).

Il motivo più frequente per cui un cittadino si rivolge al Co.re.com. è per controversie legate ai contratti di telefonia fissa e mobile, pay tv, servizi ADSL.

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Gli chiedono la marca da bollo, picchia gli impiegati dell’anagrafe

 E’ un brutto periodo per gli italiani, tutti esasperati dalle tasse e dalle preoccupazioni economiche.

Questo però non giustifica il comportamento dell’uomo che picchia gli impiegati dell’anagrafe perchè per il documento richiesto (la cronaca non riporta quale) gli viene richiesta una marca da bollo .

Già da un anno la pubblica amministrazione non rilascia più certificati anagrafici esenti bollo se destinati ad altri enti pubblici. Nel caso ci si deve servire dell’autocertificazione. Se il cittadino chiede all’anagrafe un documento che può essere reso in autocertificazione c’è l’obbligo di emissione in bollo, 16 euro .

L’uomo non era aggiornato sulla normativa o pensava di essere esente per via delle sue particolari condizioni di salute. Purtroppo però l’impiegato dell’anagrafe commetterebbe un illecito se lo accontentasse con un documento senza bollo.

La vicenda è riportata sul sito de Il Giorno del 22 marzo 2014. Continua a leggere

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Il bonifico bancario vale come ricevuta e non richiede marca da bollo

Nelle nostre pagine sui casi particolari di applicazione della marca da bollo, alla discussione inerente la marca da bollo sulle ricevute della locazione, sosteniamo che

basta pagare il canone con bonifico bancario. In questo caso non è dovuta ricevuta e quindi non ci sono marche da bollo da applicare.

Molti non sono convinti di questa affermazione, alcuni siti che trattano la materia fiscale la contestano apertamente.

Il concetto è che la ricevuta è una prova dell’avvenuto pagamento. Se emetto la ricevuta devo applicare la marca da bollo da due euro. Ma se il pagamento è avvenuto in maniera tracciabile, ed è esplicito e comprovante sia per il locatore che per il locatario, non c’è motivo di emettere una ricevuta, a meno che non sia richiesta da una delle due parti.

Le procedure del bonifico bancario soddisfano i requisiti di prova con  le scritture contabili sull’estratto conto di entrambe le parti, scritture emesse autonomamente da un soggetto terzo e legalmente valide come prova del pagamento.

Sulla questione è intervenuto recentemente anche il Sole24Ore, fonte che gode di una reputazione sufficiente a chiudere la questione. Continua a leggere

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Atripalda: i falò di San Sabino sono in bollo

falo' di San SabinoSan Sabino è il patrono protettore di Atripalda, comune nella provincia di Avellino, festeggiato l’ 8 e 9 febbraio di ogni anno.

Per festeggiare il loro Santo Patrono gli atripaldesi seguono un rito che è presente anche in altre parti d’ Italia: accendono numerosi e giganteschi Falò, ad illuminare la notte.

Nella settimana precendente la festa ogni quartiere raccoglie fasci di legna e compone le pire cui darà fuoco la sera precedente la festa. Centinaia di falò bruciano nelle piazze del paese, ma anche nelle campagne. Anche se simboleggiano il calore nella fede in Gesù, non si disdegna un uso più pratico arrostendo salsicce e paesane.

Per poter accendere una pira e festeggiare attivamente insieme agli altri però bisogna chiedere un permesso al Comune, in marca da bollo.

Anzi in duplice marca da bollo da 16 euro, una per la richiesta ed una per la successiva autorizzazione. Continua a leggere

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Acquisti della pubblica amministrazione – Agenzia delle Entrate risoluzione n. 96/E/2013

consip e mepaIn questo articolo affrontiamo un argomento un po’ più tecnico, da addetti ai lavori, ma è la dimostrazione di come la marca da bollo colpisca non solo i comuni cittadini, ma anche e soprattutto le attività economiche, professionisti e commercianti.

Il MePA Mercato Elettronico della P.A. è il mercato digitale in cui le Amministrazioni devono  acquistare i beni e servizi offerti da fornitori abilitati a presentare i propri cataloghi sul sistema. Ebbene si, la pubblica amministrazione compra online, già da un po’ di tempo.

Non si rivolge però come tutti noi ad eBay o ai più conosciuti store online, ma ad un sito dedicato in cui i fornitori devono essere accettati dal Consip che definisce le tipologie di beni e servizi e le condizioni generali di fornitura, gestisce l’abilitazione dei fornitori e la pubblicazione e l’aggiornamento dei cataloghi.

Uno dei fornitori iscritto al mercato elettronico, che a fronte di vendite effettuate per via telematica alla pubblica amministrazione si vede costretto a sugellare l’accordo con delle marche da bollo, ha chiesto all’Agenzia delle Entrate se questo sia corretto. Continua a leggere

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Atto notarile per voltura catastale esente da bollo

Ecco un esempio di come il DPR 642/72 mandi in cortocircuito anche i legislatori con le sue interpretazioni circa l’applicabilità dell’imposta di bollo.

In caso di richiesta di voltura catastale all’Agenzia del Territorio, meglio conosciuta come catasto, bisogna presentare copia dell’atto notarile che determina la voltura.

Secondo l’articolo 4 del DPR 26 ottobre 1972, n. 650 (Perfezionamento e revisione del sistema catastale) in materia di domande di voltura questi documenti sono esenti da bollo. Infatti l’articolo in questione precisa che “Alle domande di voltura vanno allegate: a) Copie in carta libera degli atti civili o giudiziali od amministrativi che danno origine alle domande stesse o delle denunce di trasferimento per causa di morte, queste ultime corredate dalle copie dei documenti relativi alla successione”.

Carta libera = senza marca da bollo

Peccato che i documenti in questione di norma li fornisca un notaio e l’articolo 1, comma 1, della tariffa, parte prima, allegata al DPR 26 ottobre 1972, n. 642, recante gli atti soggetti all’imposta di bollo fin dall’origine, prevede il pagamento dell’imposta nella misura di euro 16,00, per ogni foglio, per gli “Atti rogati, ricevuti o autenticati da notai o da altri pubblici ufficiali e certificati, estratti di qualunque atto o documento e copie dichiarate conformi all’originale rilasciati dagli stessi”.

Quindi se il notaio mi rilascia una copia dell’atto rogato per recarmi al catasto a fare una voltura, mi deve chiedere la marca da bollo oppure no ? Continua a leggere

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Ancora bolli per risarcimenti alluvione, Albinia protesta

Alluvione Albinia, la beffa dei rimborsiSono passati 3 anni da quando segnalavamo che per ottenere il risarcimento per danni da calamità naturali occorre spendere una fortuna in marche da bollo per presentare i documenti.

Le alluvioni stanno diventando un triste appuntamento delle stagioni invernali, non è più possibile considerarle emergenza per la frequenza con cui interi paesi vengono spazzati via, eppure nessuno ha trovato il tempo per rimediare a questa ingiustizia: Lo Stato che guadagna dalle richieste di rimborso per i danni subiti.

Ancora più grave se si pensa che i rimborsi vengono erogati con i fondi regionali, e la marca da bollo genera proventi per lo stato centrale.

E’ successo ancora con l’alluvione di Albinia nella notte di San Martino del 2012 ed a più di un anno di distanza si stanno avviando le procedure di rimborso con qualche sorpresa per i cittadini del Comune di Orbetello. Continua a leggere

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Da fissa a progressiva l’imposta di bollo sul conto corrente

bollo su cc come proposto per legge stabilità 2014

La Commissione bilancio della Camera ha approvato l’emendamento proposto da Marco Causi (PD) alla Legge di Stabilità in corso di approvazione, concernente la riformulazione dell’imposta di bollo su conti correnti bancari e postali.

L’emendamento prevede che, fatto salvo l’esenzione dal bollo per il conto corrente con giacenza media sotto i 5.000 euro, l’imposta di bollo per i conto correnti fino a 17.000 euro sia pari al 2 per mille della giacenza media.

Perchè il tetto dei 17.000 euro ? Perchè oltre quella cifra il prelievo progressivo supererebbe la quota fissa annuale, pari a € 34,20. Continua a leggere

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Marca da bollo per istanze di rimborso tariffe

Istanza di rimborso depurazione

Sulle istanze di rimborso delle tasse non ci vuole la marca da bollo .

Sembrerebbe così semplice, ma non lo è. Perchè se per il contribuente tutto ciò che si paga alla pubblica amministrazione viene percepito come Tassa, in realtà tecnicamente ci sono delle differenze tra tassa, imposta e tariffa.

E per la richiesta di rimborso di importi tariffari pagati in eccedenza, la domanda deve essere redatta in bollo .

Sempre soldi in più pagati alla Pubblica Amministrazione sono, ma la tariffa che è un importo pagato in cambio della fornitura di un servizio tecnicamente non è una tassa.

Questa situazione è sembrata iniqua al deputato del Movimento 5 Stelle Aris Prodani che ha rivolto una interrogazione parlamentare al Ministro dell’Ambiente relativamente all’istanza in bollo da presentare per la restituzione della quota di tariffa non dovuta, riferita al servizio di depurazione. Continua a leggere

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Per la patente una sola marca da bollo per il certificato medico

Per il rilascio della patente una sola marca da bollo

L’unica marca da bollo richiesta per conseguire la patente di guida è quella che deve essere apposta sul certificato medico necessario sia per il conseguimento della patente sia per il rinnovo della stessa.

Ma siamo talmente abituati a sentirci richiedere le marche da bollo per ogni tipo di documento che non sembra strano che alla scuola guida ci abbiano richiesto 3-4 marche per sostenere l’esame della patente.

O almeno tale richiesta veniva fatta ad una certa scuola guida di Rimini, adesso finita nei guai a seguito delle indagini del Comando di Polizia Provinciale.

Dalle indagini è emerso che a tutte le persone che si sono rivolte a quella autoscuola, oltre ai consueti versamenti, erano state richieste almeno due marche da bollo ed in alcuni casi addirittura tre. Continua a leggere

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