Chiediamo l’abolizione della marca da bollo

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Sito per la richiesta dell'abolizione della marca da bolloRitengo che la marca da bollo o imposta di bollo sia una vera gabella dello Stato anacronistica, odiosa, fastidiosa e che oltre all’esborso di denaro comporta complicazioni e lungaggini nei rapporti con la pubblica amministrazione.

Da questa considerazione nasce nomarcadabollo.it, sito che ha come scopo la divulgazione di questa protesta contro la marca da bollo e la raccolta di adesioni affinchè sia portata a conoscenza dell’opinione pubblica e dei politici la necessità di provvedere al più presto alla cancellazione dell’imposta di bollo.

In pratica la marca da bollo è una tassa sugli atti scritti su carta . O come più pomposamente recita il decreto del Presidente della Repubblica 642 del 26-10-1972 è una imposta applicata alla produzione, richiesta o presentazione di determinati documenti.

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Il bollo che non c’è sulla ricevuta del dentista

bollo su ricevuta dentista Oggi sono andato dal mio dentista di fiducia per una visita periodica e la pulizia dei denti e naturalmente ho ricevuto regolare ricevuta fiscale per la prestazione specialistica.

Però c’è qualcosa che non va.

Sulle ricevute per prestazioni sanitarie deve essere apposta la marca da € 1,81 se l’importo della ricevuta è superiore a euro 77,47 .

L’apposizione della marca da bollo sarebbe a carico del professionista, che poi dovrebbe addebitare l’importo al cliente.

Come prassi (non esattamente conforme alla legislazione) il professionista ha compilato la ricevuta con l’importo del bollo, che poi non mi ha richiesto, delegando tacitamente a me l’acquisto e l’apposizione della marca da bollo.

Solo che essendo l’importo della prestazione inferiore al minimo dovuto per l’obbligo di apposizione della marca da bollo, ma essendo indicato il pagamento del bollo, adesso come si regolarizza questa ricevuta ? Continua a leggere

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Se la SCIA non vuole risposta è senza marca da bollo

Non è soggetta a imposta di bollo la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), sempreché in esito alla presentazione della stessa non sia previsto, da parte dell’amministrazione ricevente, il rilascio di provvedimenti o certificazioni.

Lo stabilisce la risoluzione n. 24/E del 2013 dell’Agenzia delle Entrate .

La SCIA – Segnalazione Certificata di Inizio Attività – è la dichiarazione che consente alle imprese di iniziare, modificare o cessare un’attività produttiva (artigianale, commerciale, industriale), senza dover più attendere i tempi e l’esecuzione di verifiche e controlli preliminari da parte degli enti competenti. La SCIA, ai sensi dell’art. 19 della legge 241/90, produce infatti effetti immediati. Continua a leggere

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Niente bollo sulle affissioni, neanche quelle abusive

basta tasse

Riporto la notizia di una singolare protesta manifestata con un cartello a Sanremo.

“Sindaco basta tasse non se ne può più”. E’ il contenuto di un cartello appeso su una ringhiera a lato della pista ciclabile all’altezza di via Vesco, in zona San Martino a Sanremo. Curiosità: coloro che hanno appeso il cartello si sono “autotassati”, essendo il cartello “convalidato” da marca da bollo del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Giustamente il giornale riporta la notizia come curiosità e pone l’attenzione sul fatto che  coloro che hanno appeso il cartello si sono “autotassati”, essendo il cartello “convalidato” da marca da bollo, precauzione tanto inutile quanto contraddittoria in un cartello che protesta contro le tasse. Continua a leggere

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Comune di Siena virtualizza la marca da bollo

Stanno aumentando le amministrazioni pubbliche che sostituiscono l’apposizione della marca da bollo sui propri atti con un versamento da effettuare preventivamente tramite versamento in posta o tesoreria o contestualmente attraverso l’utilizzo di POS.

Non è la soluzione definitiva (il cittadino comunque deve prima recarsi in posta o alla banca), ma è comunque un passo verso l’eliminazione del bollo come lo conosciamo.

Ci avverte il sito del Comune di Siena  che sono attive le nuove procedure per pagare l’imposta di bollo sugli atti di competenza del SUI, SUAP, programmazione e pianificazione urbanistica Continua a leggere

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Le cambiali virtuali sono senza bollo

Il Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83 (Misure urgenti per la crescita del Paese) emesso dal Governo Monti ha introdotto nel nostro sistema finanziario la cambiale dematerializzata.

L’art. 32 comma 7 recita:

7. Dopo l’articolo 1 della legge 13 gennaio 1994, n. 43, come modificato dal presente articolo, e’ inserito il seguente:
“Art. 1-bis.- 1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 83-bis, comma 1, del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni, le cambiali finanziarie possono essere emesse anche in forma dematerializzata; a tal fine l’emittente si avvale esclusivamente di una societa’ autorizzata alla prestazione del servizio di gestione accentrata di strumenti finanziari.

Forma dematerializzata significa che il documento è registrato in forma digitale, senza bisogno di stamparlo su carta.
Documenti dematerializzati li abbiamo conosciuti già da un po’ negli uffici postali, quando  per il pagamento di un bollettino postale la cassa non trattiene più una parte dello stesso bollettino, ma ce lo restituisce intero.

 L’articolo modrnizza uno degli strumenti finanziari più vecchi esistenti, ma porta con se un ulteriore cambiamento. Non essendoci più il documento, di conseguenza non c’è più il bollo sul documento.   Per evitare dubbi di interpretazione l’esenzione dal bollo per la cambiale dematerializzata è legiferata esplicitamente. Continua a leggere

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bollo sui conti deposito

Sul sito ilsole24ore.com è pubblicato un articolo con allegata una tabella excel che prende in esame le migliori offerte per un conto corrente bancario sulla base del tasso di interesse per i depositi e l’eventuale esenzione dall’imposta di bollo per il correntista.

In effetti l’imposta di bollo è sempre dovuta per il conto di deposito ma in alcuni casi è la banca ad accollarsene il costo.

Dal 2012 sono stati chiariti i dubbi esistenti sull’applicazione dell’imposta di bollo per i conti di deposito. Sono conti disgiunti dal conto al quale sono eventualmete appoggiati e non sono comune considerati conti correnti non avendone l’operatività classica .

Se si ha un conto di deposito associato ad un conto corrente si può essere nella condizione di dover pagare due bolli.

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Il pagamento di una tassa dovrebbe almeno finire sicuramente al fisco

E’ di oggi l’ennesima notizia di peculato nella pubblica amministrazione per un funzionario comunale indotto in tentazione dalle marche da bollo .

Non è il primo caso, ne abbiamo riferiti già diversi, non sarà l’ultimo, perchè il sistema di esazione dell’imposta di bollo è antiquato e la presenza della marca da bollo inutile alla vita legale dei documenti ed è facile pensare che tuttosommato se non si mette non succede nulla.

Il caso odierno lo riferisce il Resto del Carlino che titola Marche da bollo ‘fai da te’ Continua a leggere

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14,62 euro di bollo per avere un rimborso da 20 euro

Ogni tanto la stampa da notizie sui vari contrattempi che riguardano l’imposta di bollo .

Peccato che vengano trattate come notizie curiose, un trafiletto nelle pagine interne, tra il gatto più obeso del mondo e la scuola per equilibristi .

La stampa economica invece non pone nessuna attenzione su come per far davvero progredire burocrazia, agenda digitale e semplificazione amministrativa sia necessario abolire la marca da bollo.

Sulla Gazzetta di Modena del 31 gennaio trova spazio l’ennesimo esempio delle assurdità generate dalla marca da bollo.

Titola la Gazzetta: Rimborso beffa: per riavere 20 euro dovrà pagarne 14  Continua a leggere

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domande intelligenti sulla marca da bollo

Sul sito VereseNews leggo una lettera al direttore che racconta delle inquietitudini di uno dei tanti esasperati dalla marca da bollo .

Storie che abbiamo già letto tante volte nei commenti agli articoli di questo sito, che in qualche modo calamita tutti quelli che ogni giorno si scontrano con la richiesta di apporre una marca senza capire la necessità e la laboriosità del pagamento di questa imposta.

Scrive Paolo che se proprio deve pagare preferirebbe un arrotondamento, anche verso l’alto, dell’importo della marca da bollo minina, perchè anche solo aspettare il resto dopo aver comprato la marca da € 1,81 fa perdere tempo. Preferirebbe pagare 2 euro, per quel che ormai valgono i 19 centesimi di resto.

La marca da € 1,81 è quella che deve essere apposta su fatture e ricevute fiscali il cui importo è maggiore di € 77,47 euro.

E Paolo fa notare, giustamente, una anomalia sulla progressività dell’imposta a cui ancora non avevo mai pensato: Continua a leggere

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la marca da bollo deve diventare antiquariato

marche da bollo antiche

ITALY Marca da Bollo (517) – 10 different Revenues Fiscal stamps

Questo è uno deti tanti annunci che potete trovare su ebay. In particolare immagini e testo sono tratti da ebay USA .

Cosa ci trasmette questo annuncio ?

Qualcosa di vecchio, di antico, appartenente ad una società passata e lontana.

Queste vecchie marche da bollo vengono vendute per collezionismo, ricordo antiquario di un tempo che fu.

Come si può in Italia pensare che un fogliettino di carta colorata appiccicato ad un documento costituisca ancora il pagamento di una tassa ?

Davvero si deve rimanere attaccati ad un sistema così arretrato di imposizione fiscale ? Continua a leggere

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