Chiediamo l’abolizione della marca da bollo

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Sito per la richiesta dell'abolizione della marca da bolloRitengo che la marca da bollo o imposta di bollo sia una vera gabella dello Stato anacronistica, odiosa, fastidiosa e che oltre all’esborso di denaro comporta complicazioni e lungaggini nei rapporti con la pubblica amministrazione.

Da questa considerazione nasce nomarcadabollo.it, sito che ha come scopo la divulgazione di questa protesta contro la marca da bollo e la raccolta di adesioni affinchè sia portata a conoscenza dell’opinione pubblica e dei politici la necessità di provvedere al più presto alla cancellazione dell’imposta di bollo.

In pratica la marca da bollo è una tassa sugli atti scritti su carta . O come più pomposamente recita il decreto del Presidente della Repubblica 642 del 26-10-1972 è una imposta applicata alla produzione, richiesta o presentazione di determinati documenti.

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L’Agenzia delle Entrate introduce il bollo virtuale online @e.bollo

@e.bollo il bollo virtuale

Con provvedimento del 19 settembre 2014 il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha posto le basi per il pagamento virtuale del bollo sui documenti informatici, operativo tra pochi mesi, il tempo di predisporre le procedure informatiche. (qui il provvedimento in PDF).

Attraverso @e.bollo il contribuente può assolvere in via telematica il pagamento dell’imposta di bollo dovuta per le istanze trasmesse telematicamente ad una Amministrazione e per i relativi atti e provvedimenti.

Il servizio – spiega l’Agenzia delle Entrate – sara’ operativo nei prossimi mesi, considerati i tempi tecnici necessari allo sviluppo delle procedure, da parte delle Pubbliche amministrazioni e degli intermediari che offriranno i servizi di pagamento, sulla base delle linee guida e delle specifiche tecniche elaborate dall’Agenzia delle Entrate e dall’Agenzia per l’Italia Digitale. Continua a leggere

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Ha venduto settemila marche da bollo, incassando in cinque anni 96mila euro senza versare nulla allo Stato

Articolo Il Giorno – Edizione di Mantova del 17 settembre 2014

Un altro caso di truffa allo Stato a mezzo della vendita di marche da bollo .

Tabaccaio vende marche da bollo, poi finge annullamento: scoperta truffa allo Stato

Prima emetteva la marca da bollo, che regolarmente vendeva, incassando il dovuto.

Poi, invece di versare l’importo allo stato, annullava la marca emessa, facendo figurare che c’era stato un errore.

Per settemila volte in 5 anni, incassando un importo di 96mila euro senza versare nulla allo Stato.

Naturalmente tutto questo ha destato sospetti e la Guardia di finanza di Mantova ha controllato che cosa effettivamente facesse questa tabaccheria, situata nel centro cittadino di Mantova. Continua a leggere

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La marca da bollo è roba da museo

una cambiale con marca da bollo storica

Ritengo che la marca da bollo o imposta di bollo sia una vera gabella dello Stato anacronistica …” .

Così scrivevo nell’annuncio di apertura di nomarcadabollo.it, proprio le prime parole. Anacronistica, antica, vecchia, lontana dai tempi, retrograda sono gli aggettivi che spesso lasciate nei commenti a proposito della marca da bollo.

La marca da bollo è vecchia. E non è vecchia di 40 anni, non risale al 1972, quando è stato promulgato il decreto 642 che ancor oggi ne stabilisce l’imposizione .

La marca da bollo è ben più vecchia della Repubblica Italiana, come dimostra questa cambiale con relative marche da bollo risalente al 1912 .

La cambiale è conservata in un angolo museo di un comune toscano, insieme a vecchi registri contabili ed altri documenti del Regno d’Italia .

La marca da bollo sulle cambiali esiste ancora oggi e nulla è cambiato dai tempi di Vittorio Emanuele se non l’importo da pagare.

La marca da bollo è roba da museo che intralcia ancora oggi le pratiche amministrative dei cittadini italiani ! Continua a leggere

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Autorizzazione di accesso a ZTL – I comuni non sono daccordo sulla richiesta della marca da bollo

ztl richiesta autorizzazione

Oggi ho provato a fare una ricerca su google dei moduli di richiesta di autorizzazione di accesso alla ZTL, confrontando la modulistica e le informazioni di vari comuni italiani.

Tra i primi risultati ottenuti dalla ricerca risulta la seguente situazione :

Comuni che richiedono la marca da bollo sulla richiesta di accesso alla ZTL

  • Comune di Rimini
  • Comune di Roma
  • Comune di Cascina
  • Comune di Grosseto
  • Comune di Ferrara

Comuni che richiedono due marche da bollo, per la richiesta e per l’autorizzazione

  • Comune di Pesaro
  • Comune di Brescia
  • Comune di Vicenza

Comuni che NON richiedono la marca da bollo sulla richiesta di accesso alla ZTL

  • Comune di Cernusco sul Naviglio
  • Comune di Verona
  • Comune di Firenze
  • Comune di Perugia

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Bollo richiesto ai volontari: burocrazia ostile al servizio umanitario

soccorso alpino in marca da bollo

La richiesta della marca da bollo è burocrazia ostile ai cittadini. Nomarcadabollo è nato su questo concetto, ma questa volta la frase non è copiata da uno dei nostri articoli, ma dalle dichiarazioni del parlamentare Roger De Menech a difesa dei volontari alpini.

Volontari che per soccorrere gli altri perdono giornate di lavoro. Quindi se lavoratori autonomi possono fare domanda di rimborso delle giornate perse per prestare il loro indispensabile servizio alla comunità.

La pretesa del Ministero del Lavoro è di apporre due marche da bollo da 16 euro a ciascuna delle due copie della richiesta di rimborso fatta dai volontari del soccorso alpino.

De Menech ha presentato un’interrogazione urgente ai ministeri del Lavoro e delle Finanze, ritenendo “incredibile che qualcuno voglia spremere soldi dai volontari. Se a farlo è addirittura lo Stato, aggredisce la dignità dei volontari e mina il principio di sussidiarietà.” Continua a leggere

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Il nuovo processo civile telematico elimina qualche bollo

processo civile telematicoIl processo civile telematico (PCT) è una nuova forma del processo civile che si spera diventi più veloce grazie all’utilizzo delle telecomunicazioni per la trasmissione degli atti ed è entrato in vigore dal 30 giugno 2014.

Con l’introduzione del processo civile telematico 2014 PCT cambia la procedura per la consultazione, l’ invio e deposito atti che d’ora in poi devono essere elaborati e trasmessi digitalmente tramite il sistema “PolisWeb”. A Polisweb possono accedere tutti gli avvocati e praticanti iscritti all’albo, notai ecc, previa iscrizione e una serie di tecnologie informatiche che consentono l’accesso controllato come smart card e firma digitale.

Meno carta e comunicazioni in tempo reale, grazie alla possibilità di consultare online gli atti depositati dalle parti o dal giudice, e depositare documenti redatti su supporto informatico. Continua a leggere

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Cambia la marca da bollo sul passaporto

passa a 73,50 euro la marca da bollo sul passaporto

“Le marche da bollo sono una delle più classiche e facili fonti per rastrellare denaro”, è questo il commento di Francesco De Lorenzo, presidente provinciale di Federconsumatori Varese a proposito della nuova normativa sull’imposta di bollo sui passaporti appena approvata dal Governo Renzi .

E se in via generale sono daccordo, aumentare i bolli è semplice e redditizio per il fisco, in questo caso non parlerei di aumento, almeno per i viaggiatori periodici.

Infatti un emendamento al decreto Irpef firmato da Giorgio Tonini (Pd) che è stato approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze del Senato, porta il costo della marca da bollo da 40,29 euro a 73,50 euro, ma il bollo non sarà più annuale, ma  pagata una volta sola al momento dell’emissione del passaporto (da aggiungere sempre ai 42,50 euro per il “rimborso” libretto che si pagano alla richiesta del passaporto stesso). Continua a leggere

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Il bollo sulla ricevuta del medico può essere portata in detrazione

detrazione spese mediche con bolloE’ tempo di dichiarazione dei redditi e sappiamo che è possibile portare in detrazione fiscale le spese mediche sostenute.

Sappiamo anche che sulle ricevute dei professionisti il cui importo è maggiore di € 77,47 deve essere apposta la marca da bollo da 2,00 euro (1,81 € fino al 26/06/2013).

La domanda che molti contribuenti che compilano da soli il modello 730 si fanno è se nell’importo che portano in detrazione devono calcolare anche la spesa sostenuta per la marca da bollo o se devono indicare solo il compenso al professionista.

La risposta è SI, si porta in detrazione anche il bollo, a patto che sia stato evidenziato in fattura. Cioè deve risultare che a sostenere la spesa è stato il cliente e non il professionista.

Una ricevuta correttamente compilata evidenzia la richiesta della marca da bollo:

Prestazione sanitaria   100,00

marca da bollo                   2,00

Totale  a pagare            102,00

Se la ricevuta è compilata in questo modo non c’è problema a conteggiare in detrazione l’importo di 102 euro. Continua a leggere

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In Toscana e solo in Toscana il ricorso al Co.Re.Com è con marca da bollo

il corecom vuole la marca da bollo

Corecom Toscana fa pagare il bollo da 16 euro per i ricorsi

Per fare ricorso al Corecom Toscana bisogna pagare una marca da bollo da 16 euro. La denuncia arriva da Federconsumatori e Adusbef: “Dal 24 marzo scorso chi vuole fare ricorso al Corecom Toscano contro gli atteggiamenti scorretti degli operatori telefonici deve pagare un balzello“.

Il Co.re.com (Comitato regionale per le comunicazioni) operano come organi funzionali dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCom).

Il motivo più frequente per cui un cittadino si rivolge al Co.re.com. è per controversie legate ai contratti di telefonia fissa e mobile, pay tv, servizi ADSL.

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Gli chiedono la marca da bollo, picchia gli impiegati dell’anagrafe

 E’ un brutto periodo per gli italiani, tutti esasperati dalle tasse e dalle preoccupazioni economiche.

Questo però non giustifica il comportamento dell’uomo che picchia gli impiegati dell’anagrafe perchè per il documento richiesto (la cronaca non riporta quale) gli viene richiesta una marca da bollo .

Già da un anno la pubblica amministrazione non rilascia più certificati anagrafici esenti bollo se destinati ad altri enti pubblici. Nel caso ci si deve servire dell’autocertificazione. Se il cittadino chiede all’anagrafe un documento che può essere reso in autocertificazione c’è l’obbligo di emissione in bollo, 16 euro .

L’uomo non era aggiornato sulla normativa o pensava di essere esente per via delle sue particolari condizioni di salute. Purtroppo però l’impiegato dell’anagrafe commetterebbe un illecito se lo accontentasse con un documento senza bollo.

La vicenda è riportata sul sito de Il Giorno del 22 marzo 2014. Continua a leggere

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