due ingiustizie non fanno giustizia: il bollo sui libretti di risparmio

libretto di risparmio postale dal 2012 soggetto al bolloAi tanti provvedimenti introdotti dal decreto ‘salva-italia’ del governo Monti un emendamento ha aggiunto anche la novità del pagamento dell’imposta di bollo sui libretti di risparmio (attenzione i libretti non sono conti di deposito) .

Infatti il il testo del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 apporta delle modifiche all’allegato art. 13 relativo alle tariffe del al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, che come sappiamo introduce e regola l’imposta di bollo.

Articolo 19.
(Disposizioni in materia di imposta di bollo su conti correnti, titoli, strumenti e prodotti finanziari nonché su valori «scudati» e su attività finanziarie e immobili detenuti all’estero).
1. A decorrere dal 1o gennaio 2012, all’articolo 13 della Tariffa, parte prima, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, i commi 2-bis e 2-ter sono sostituiti dai seguenti:

Articolo della Tariffa Indicazione degli atti soggetti all’imposta Imposte dovute fisse Imposte dovute proporzionali
13 2-bis. Estratti conto, inviati dalle banche ai clienti ai sensi dell’articolo 119 del decreto legislativo 1o settembre 1993, n. 385, nonché estratti di conto corrente postale e rendiconti dei libretti di risparmio anche postali per ogni esemplare con periodicità annuale: a) se il cliente è persona fisica b) se il cliente è soggetto diverso da persona fisica euro 34,20 euro 100,00


Come si capisce anche dal testo appena citato l’imposta di bollo non è relativa al possesso di un conto corrente o deposito di risparmio, ma all’emissione dell’estratto conto, ossia alla documentazione dei movimenti in entrata ed uscita con saldo delle operazioni.

Finora l’imposta di bollo era stranamente applicata solo ai conti correnti, sia bancari che postali.

I libretti di risparmio, sia bancari che postali, invece erano esentati dal bollo pur presentando anch’essi una documentazione dei movimenti operati.

Perciò, accettando che questa documentazione sia soggetta all’imposta di bollo è stata di fatto sanata una discrepanza, una ingiusta disparità di trattamento tra conto corrente e libretto di risparmio.

Una questione non di poco conto visto che in Italia il libretto di deposito è una vera istituzione del risparmio: 20 milioni i libretti postali aperti, addirittura 1 italiano su 3, compresi bambini ed anziani, ne è proprietario .

Pari e patta quindi tra conto corrente e libretto di risparmio.

Ma ancora resta da capire perchè per avere la documentazione dei movimenti bancari o postali dei miei conti o libretti, peraltro obbligatoria per legge, si debba  pagare un bollo allo Stato.  Se c’è da pagare una commissione alla banca, che registra i nostri movimenti e ne produce documentazione, è il pagamento di un servizio reso. Ma in tutto questo quale è il lavoro svolto dallo Stato non si capisce e non c’è quindi corrispondenza tra tassa pagata e servizio reso.

Perciò parificare il libretto di risparmio al conto corrente per quanto riguarda l’imposta di bollo è eliminare una discrepanza, ma dal lato sbagliato.

Vale comunque sia per conto corrente che per i libretti l’esenzione del bollo (per le persone fisiche) se la giacenza media annua non supera i 5.000 euro . Ma  non c’è certo da gioire ad avere poca disponibilità di contanti.



due ingiustizie non fanno giustizia: il bollo sui libretti di risparmio ultima modifica: 2011-12-19T23:30:34+00:00 da admin

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