Attenzione alle marche da bollo falsificate

confronto marca da bollo vera e falsaL’ultimo sequesto di marche da bollo contraffatte è molto significativo: in un’abitazione di  Santa Maria Capua Vetere l’ 8 settembre 2011 i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato due chilogrammi di hashish, una pistola a tamburo calibro 6 con matricola abrasa, 47 cartucce calibro 22 e 107 marche da bollo contraffatte di vario taglio per un valore di 17.000 Euro.

Droga, armi e marche da bollo . Sembra proprio che il mercato delle marche da bollo contraffatte rientri tra gli affari della malavita organizzata .

La contraffazione delle marche da bollo può essere più semplice della falsificazione del denaro . Anche se la marca da bollo legale ha molti accorgimenti anticontraffazione, chi non è abituato a maneggiarle (non è poi così frequente averne bisogno) non è assolutamente in grado di distinguere le vere dalle false.

Complice anche il fatto che malvolentieri si spendono € 14,62 per una cosa che finisce in una pratica impolverata che nessuno controllerà mai si è creato un mercato truffaldino ai danni dello Stato e della cittadinanza che richiede marche da bollo falsificate.

Ne è riprova le numerose operazioni di polizia compiute quest’anno contro le marche da bollo false: Continua a leggere

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Quanto guadagna lo Stato con la marca da bollo

Quanto incassa ogni anno lo Stato dall’imposta di bollo ? E quindi quanto costerebbe la sua abolizione e sarebbe sostenibile economicamente ?

E’ una domanda centrale, importante per capire anche le difficoltà dell’impresa della sua cancellazione .

Rispondere a questa domanda è stato più semplice di quanto credessi. E’ bastato cercare in rete.

La Ragioneria Generale dello Stato ha un suo sito web e per legge pubblica i conti dello Stato. Magari chi non ha mai visto un bilancio può trovarsi in difficoltà a leggere un documento tanto complesso, ma si hanno a disposizione tutte le entrate e le uscite dello Stato, con i bilanci assestati per gli anni precedenti ed il bilancio di previsione per l’anno in corso, divisi per competenza(importi riferiti all’anno in esame) e cassa (importi introitati nell’anno).

Il bilancio è consultabile tramite fogli Excel, divisi per entrata ed uscita, scaricabili sul proprio pc.

Il capitolo di entrata relativo all’imposta di bollo è il 1205 e nel bilancio consolidato 2010 sono registrate entrate per € 5.485.834.657,63 (quasi 5 miliardi e mezzo di euro)

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La marca da bollo non è rimborsabile

Lo Stato fa il grosso e non rimborsa i piccoli contribuentiIl pagamento delle tasse in genere è contraddistinto da un principio di equità. Lo Stato ha tutto il diritto di chiedere, anzi di esigere il pagamento delle imposte, ma l’importo è determinabile a priori e non può pretendere un pagamento superiore a quanto stabilito.

Può succedere che per errori di conto o di versamento sia effettuato da parte del contribuente un versamento maggiore dell’imposta dovuta.

Per tutte le tasse è prevista una modalità di rimborso, ma non per le marche da bollo.

Se paghi IRPEF in eccesso puoi ottenere il rimborso.

Se paghi ICI, TASU, TIA in eccesso puoi ottenere il rimborso.

Se paghi troppo di  IRAP, imposta di registro o di successione puoi chiedere il rimborso.

Se acquisti una marca da bollo e scopri che non ti serve non puoi avere un rimborso.

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Aumento bollo deposito titoli definitivo, ma sempre discutibile

titoli di statoE’ stato definitivamente approvato il Ddl di conversione del decreto n. 98/2011 (c.d. “manovra correttiva”)sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.

Tra le variazioni intervenute rispetto a quanto originariamente previsto è stata modificato (ma non eccessivamente migliorato) l’articolo riguardante l’aumento dell’imposta di bollo sul deposito titoli.

Come detto era stato proposto un bollo a 120 euro fino al 2013 ed in seguito a 150 euro per il deposito titoli con somme inferiori a 50.000 euro e a 380 per le somme pari o superiori a 50.000 euro.

Questa versione della manovra ha suscitato molte polemiche per 2 principali motivi:

  • colpisce i piccoli risparmiatori
  • non è progressiva

Il combinato dei due difetti comporta addirittura che chi ha più investimenti in titoli paga percentualmente di meno rispetto al piccolo risparmiatore e salendo l’investimento l’incisione della tassa diventa ininfluente.

Con un emendamento presentato in Senato sono state accolte le obiezioni lamentate e la situazione definitiva è questa:

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Togliere l’imposta di bollo ? NO, aumentiamola

berlusconi e tremontiLa manovra finanziaria che è in discussione in questi giorni e che se anche poco pubblicizzato dovrà salvare l’economia italiana dal tracollo (siamo stati pesantemente avvertiti dalle autorità di controllo europee e dagli istituti di rating) sembra guardare all’imposta di bollo come possibile aumento degli introiti.

Ancora non c’è nulla di definitivo, ma a quanto pare la manovra più che puntare il dito verso le spese e gli sprechi è alla ricerca di introiti e facili ricavi .

E’ stata ventilata, ma subito ritirata per le proteste da parte di banche ed operatori una nuova imposta di bollo dello 0,15% sulle transazioni finanziarie .

Ma è quasi certo invece l’aumento dell’imposta di bollo sul deposito titoli che verrà portata a euro 120,00 all’anno (dagli attuali € 34,20) !

L’aumento anche se non colpisce in modo generalizzato, ma solo chi possiede titoli ed investe investe in borsa, è comunque preoccupante per 2 ragioni:

1- essendo ad importo fisso non è proporzionale al guadagno ed alle capacità contributive .  120 euro (10 euro al mese per la tenuta titoli) sono tantissimo per il piccolo risparmiatore che tenta invano di far fruttare i suoi risparmi e sono nulla per i grandi finanzieri.

2- è la dimostrazione di quanto sia facile andare a pescare soldi nelle tasche degli italiani quando già è aperta la strada .  E’ molto più facile aumentare le tasse già esistenti che cercare di razionalizzarle e fare la vera riforma fiscale.

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Attenzione alla data della marca da bollo. Una difficoltà in più e sanzioni prima non applicabili

Da quando nel 2007 sono nate le marche da bollo telematiche, sostituendo quelle vecchio stile prestampate che assomigliavano più ad un francobollo, si è aggiunta una ulteriore difficoltà per il cittadino nel rispetto della normativa sull’imposta di bollo.

Infatti le nuove marche riportano stampata la data di emissione.

Nel decreto 642/72 art. 2 viene indicata l’esistenza di atti soggetti all’imposta di bollo sin dall’origine:

Art. 2.
Atti soggetti a bollo sin dall’origine o in caso d’uso.

L’imposta di bollo e’ dovuta fin dall’origine per gli atti, i documenti e i registri indicati nella parte prima della tariffa …

Questo significa che questi atti nel momento in cui sono emessi o validati dalla firma, devono avere la marca da bollo in bella vista con una data di emissione antecedente o uguale alla data di sottoscrizione dell’atto.

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Per colpa del bollo si invade anche la privacy

certificato anagraficoQuando si richiede un qualsiasi certificato all’ufficio anagrafe l’impiegato di turno pone inderogabilmente la domanda “che ci devi fare ?” .

Quella che al primo impatto appare come una maleducata intromissione e violazione della privacy è invece un obbligo di Legge ed anche un favore che ci viene reso dall’impiegato.

Infatti la normativa sull’imposta di bollo specifica circostanziate motivazioni per le quali il certificato rilasciato è esente da bollo.

Questo significa che in via generale tutti i certificati sono soggetti al bollo ordinario di € 14,62 e solo in alcuni casi specifici scatta l’esenzione. Continua a leggere

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A volte la marca da bollo sarebbe evitabile. Basterebbe che l’Amministrazione Pubblica conoscesse il problema.

tesserino funghi regione MarcheL’imposta di bollo è una Legge dello Stato e la mia educazione morale mi impone di rispettare la Legge e chiedere che venga applicata equamente, anche se la ritengo ingiusta.

Questo non significa che non si possano adottare comportamenti con cui eludere l’imposta, cioè comportarsi in modo che non si sia soggetti all’imposta.

Nel caso specifico della marca da bollo, imposta statale, noi cittadini siamo piuttosto inermi e sottoposti alla legislazione, dato che se un documento è richiesto in bollo l’unica cosa che possiamo considerare è se questo documento ci sia davvero necessario e nel caso rinunciarvi.

Ma le amministrazioni intermedie, regionali, provinciali e comunali potrebbero adottare gli atti in modo da far risparmiare al cittadino le imposte di bollo. Basterebbe che fossero a conoscenza del problema e considerassero la possibilità di far risparmiare i loro contribuenti.

Mi spiego meglio con un esempio pratico: il tesserino per la raccolta funghi.

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quadruplicati i controlli sull’apposizione della marca da bollo sul passaporto

Sembra che in questo inizio d’anno del 2011 la Guardia di Finanza, ed in particolare i finanzieri a lavoro a Malpensa, abbiano moltiplicato gli sforzi per pizzicare i viaggiatori sprovvisti della dovuta marca da bollo sul passaporto .

La normativa prevede infatti  che l’utilizzo del passaporto per viaggi in Paesi che non fanno parte dell’Unione Europea, sia preceduto dal pagamento della tassa di concessione governativa, acquistando l’apposita “marca da bollo”, del costo di 40,29 euro, che deve essere apposta sul documento prima della partenza dall’aereoporto italiano, provvedendo anche alla sua “vidimazione”. Continua a leggere

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La marca da bollo ferma la diffusione dei certificati digitali

logo comune di monzaLeggo con piacere che il Comune di Monza ha ulteriormente migliorato  l’innovativo servizio che consente di rilasciare certificati anagrafici online.

Con un progetto approvato dal Ministero dell’Interno il sito comunale permette già da diversi anni di richiedere i certificati anagrafici online, ma fino al marzo scorso era necessario recarsi presso gli uffici del Comune per ritirare il certificato richiesto, perchè un documento stampato semplicemente dalla propria stampante non era ritenuto valido agli effetti di Legge. Continua a leggere

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