Se la SCIA non vuole risposta è senza marca da bollo

Non è soggetta a imposta di bollo la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), sempreché in esito alla presentazione della stessa non sia previsto, da parte dell’amministrazione ricevente, il rilascio di provvedimenti o certificazioni.

Lo stabilisce la risoluzione n. 24/E del 2013 dell’Agenzia delle Entrate .

La SCIA – Segnalazione Certificata di Inizio Attività – è la dichiarazione che consente alle imprese di iniziare, modificare o cessare un’attività produttiva (artigianale, commerciale, industriale), senza dover più attendere i tempi e l’esecuzione di verifiche e controlli preliminari da parte degli enti competenti. La SCIA, ai sensi dell’art. 19 della legge 241/90, produce infatti effetti immediati.

La dichiarazione dell’imprenditore sostituisce le autorizzazioni, licenze o domande di iscrizioni non sottoposte a valutazioni discrezionali o al rispetto di norme di programmazione e pianificazione, così come di vincoli ambientali, paesaggistici, culturali, ecc. Ricorrendo tali presupposti, alle imprese é sufficiente presentare il relativo modello SCIA, correttamente compilato e completo in ogni sua parte per avviare la propria attività.

A parere del Ministero istante, l’imposta di bollo non è dovuta né per la presentazione della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), prevista dall’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, né per l’attestato di rinnovo periodico in quanto “…non integrano alcun atto o provvedimento amministrativo”.

Mancando nella SCIA il presupposto dell’emanazione di un “provvedimento autoritativo”, dovendosi piuttosto considerare come “semplice comunicazione”, non è assoggettabile ad imposta di bollo.


Se la SCIA non vuole risposta è senza marca da bollo ultima modifica: 2013-04-10T19:10:24+00:00 da admin

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