Senza marca da bollo il giudice non ti ascolta

Abbiamo tante volte detto che il costo della marca da bollo va oltre il denaro speso per acquistarlo: è un costo in termini di semplificazione, di burocrazia, di difficili rapporti con la pubblica amministrazione.

A tale proposito è eclatante il caso riportato dalla Corte di Cassazione, sez. II Penale, con la sentenza 14 settembre – 4 ottobre 2017, n. 45622 con cui conferma la decisione del Tribunale di  escludere dai benefici della parte civile il ricorrente per un reato di truffa per la mancata apposizione sulla richiesta di una marca da bollo da 27 euro.

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Si legge nella sentenza 45622/17 della Corte di Cassazione:

Con ordinanza 29/11/2016, il Tribunale monocratico di Benevento disponeva l’esclusione della parte
civile Autostrade per l’Italia s.p.a. dal procedimento pendente nei confronti di G.G. imputato di truffa.
Riteneva il Tribunale che l’irregolarità dell’atto di costituzione, privo della marca da bollo di Euro 27,00 ne comportasse la non ammissibilità.
Avverso detta ordinanza proponeva ricorso per cassazione la parte offesa denunciante Autostrade Per L’italia S.P.A., a mezzo del proprio difensore, deducendo l’abnormità del provvedimento impugnato in relazione alla non riferibilità al procedimento penale dell’obbligo di versamento della marca da bollo e, comunque, della irrilevanza di tale assolvimento tributario ai fini della ammissibilità della costituzione di parte civile

Nella sentenza si legge che nonostante l’inosservanza delle norme in materia di imposte o tasse non possa mai comportare l’inammissibilità dell’atto e quindi la Corte di Cassazione ritiene il provvedimento adottato dal Tribunale monocratico di esclusione della parte civile non legittimo, la decisione presa dal tribunale non è impugnabile mediante ricorso per cassazione non rientrando nei casi di abnormità strutturale, non comportando esercizio di potere oltre ogni ragionevole limite, né funzionale, poiché non determina la stasi del procedimento.

La decisione della Corte di Cassazione, pur non entrando di fatto nel merito della sanabilità di un atto privo di marca da bollo, è in controtendenza con quanto a suo tempo stabilito dal TAR del Lazio che ritenne sanabile la mancata apposizione di una marca da bollo in un atto di partecipazione ad bando di gara.

Non sappiamo il valore della causa che aveva interessato Alitalia nel caso specifico esaminato in Cassazione, ma in ogni caso è assurdo che la società non si sia potuta rivalere sul presunto torto subito per la mancata apposizione di una marca da bollo da 27 euro.

 

Senza marca da bollo il giudice non ti ascolta ultima modifica: 2017-10-13T17:39:27+00:00 da admin-Salvatore

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